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Forum Terzo Settore: a convegno per contare di più

Si sono confrontate sabato 3 febbraio, nella Sala Convegni del ristorante "Al San Giovenale", le realtà orvietane aderenti al Forum Terzo Settore-Comitato di Orvieto, con il duplice obiettivo, contenuto nel titolo dell'incontro - "Terzo Settore: le esperienze maturate e le possibilità di sviluppo" - di fare il punto sui primi anni di attività e di cominciare a mettere a regime idee e possibilità per un futuro sviluppo.foto del convegno: Andrea Massino e Cecilia Stopponi All'incontro, organizzato in collaborazione con il CeSVol della provincia di Terni e condotto dal Portavoce del Forum Terzo Settore dell'Orvietano Andrea Massino, hanno partecipato Giovanni Castellani, portavoce del Forum Regionale, Ezio Barbieri, del Coordinamento del Forum Nazionale, e l'assessore alle Politiche Sociali del Comune di Orvieto Maria Cecilia Stopponi. Invitati, anche in vista di un possibile allargamento del Forum stesso, anche le realtà dell'associazionismo non ancora aderenti.

Associazionismo, volontariato e cooperazione sociale – il cosiddetto terzo settore – rappresentano un fenomeno in costante crescita a livello nazionale e, per quanto riguarda la realtà regionale umbra e quella provinciale, hanno proprio ad Orvieto una gamma e un campo di azioni esemplari: basti pensare che delle 89 associazioni presenti sul territorio provinciale 40 sono nel territorio orvietano. Delle 40 realtà dell'Orvietano il Forum ne raggruppa al momento tredici: AFHCO, Sportello del Cittadino, ANCeSCAO (Coordinamento Centri Anziani), ACAT (Alcolisti in trattamento), ARCI, UISP, Coop. Sociale Luigi Carli, Coop. Sociale Il Quadrifoglio, Pro.Civ ARCI, Orviet'AMA (gruppi di auto-mutuo aiuto), Associazione Il Ginepro, Coop. Sociale Oasi, Associazione Piano Terra. Ma l'obiettivo è, ovviamente, quello di un allargamento: perché il confronto sia più produttivo, perché possano svilupparsi progetti anche trasversali, per contare di più nel rapporto con le istituzioni; un rapporto, quest'ultimo, che come più volte è stato messo in evidenza dalle relazioni e dagli interventi non deve essere inteso in modo subalterno come richiesta di attenzione e di fondi, ma come interazione propositiva per collaborare alla comprensione di una realtà sempre più complessa e alle conseguenti scelte politiche, riferite non solo al sociale, ma a tutti i settori strategici.

Come hanno ben messo in evidenza sia Giovanni Castellani sia l'assessore Stopponi, il welfare non riguarda semplicemente le politiche sociali, ma l'insieme complessivo delle politiche che si fanno sul territorio, e il Forum Terzo Settore può diventare per le istituzioni un soggetto di confronto reale, soprattutto se saprà trovare all'interno linguaggio e progettualità condivise. Ed è esattamente questa l'ambizione scaturita dall'incontro di sabato, il primo di altri che verranno, definito una ri-partenza in vista delle importanti scadenze che andranno a ridisegnare a livello regionale il Piano Sociale e il Piano Sanitario e, a livello di ambito territoriale, il Piano Sociale di Zona. Un appuntamento importante sarà in tal senso un Forum sul welfare, previsto a maggio, per portare proposte e idee al Piano socio-sanitario.

L'esperienza di questi anni ha mostrato in ambito nazionale e locale, all'interno del terzo settore, da un lato l'importanza dell'autonomia del mondo del volontariato e della cooperazione, dall'altro la necessità di porsi come interlocutore politico, ovviamente mantenendo la propria autonomia, per non restare in un alveo prezioso per tanta parte della società ma autoreferenziale. Non a caso è stata sottolineata da Castellani la "dimenticanza" a suo tempo prodotta dalla Regione Umbria che non aveva inserito il Forum Terzo Settore tra i soggetti del Tavolo complessivo sullo Sviluppo. Ora il Forum vi è a pieno titolo da tre anni: non può esservi sviluppo, infatti, senza inclusione sociale; e soprattutto, in un quadro sociale rapidamente e notevolmente mutato, l'idea di sviluppo non può prescindere da un'analisi di questa nuova società e dal welfare.

Tra i fattori più rilevanti del mutato humus sociale l'invecchiamento della popolazione, esponenziale in Umbria - seconda regione per popolazione anziana dopo la Liguria - in una società non adeguata al cambiamento che non ancora si abitua a considerarlo risorsa piuttosto che problema, l'aumento delle famiglie mononucleari, il lavoro precario, il disagio della quotidianità, le nuove povertà, legate alle persone con reddito e lavoro, ma tali da non bastare a far fronte a tutte le esigenze quotidiane, la mancanza di prospettive per le nuove generazioni che, per la prima volta, ne hanno meno delle precedenti, il fenomeno dell'immigrazione, con le problematiche interculturali ad esso connesse.

C'è bisogno di una trasformazione culturale, di reti di sostegno in cui ciascuno si senta accolto e la comunità offra un terreno per vivere serenamente. In questo quadro, il Forum Terzo Settore è essenziale non solo per un dialogo di pari dignità tra i vari soggetti, ma per stabilire interlocuzione con il mondo della politica e con le amministrazioni che, da parte loro, dovrebbero porsi in una posizione di maggiore ascolto. Nonostante in Italia si spenda poco per il Sociale – sia pure riportato al miliardo di euro dall'ultima Finanziaria dopo i tagli del 50% degli ultimi due anni – e l'Umbria non sia, come spesa sociale, tra le realtà migliori, la realtà umbra del terzo settore ha saputo sviluppare reti relazionali forti e un notevole capitale sociale, che vede attive circa 7 mila persone nel volontariato. Un pullulare di associazioni per i diritti specifici dei cittadini, e quelle storiche che si fanno sempre più consistenti e organizzate. Tuttavia – hanno messo in evidenza sia Castellani che Ivan Pontremoli della Pro.Civ nel suo intervento – devono operare non per mantenere le loro strutture, ma per promuovere stili di vita e comportamenti nei cittadini, per diventare modello esemplare del valore della sussidiarietà.

Un arricchimento proficuo, per assestare il tiro del futuro agire, è venuto dai contributi al dibattito. Oltre a Pontremoli della Pro.Civ, sono intervenuti Gianfranco Cuboni di Oasi, che ha messo in evidenza l'importanza della relazione reciproca e della cooperazione sociale; Secondo Federici , di ANCeSCAO Orvieto, che ha sottolineato la necessità di crescere per arricchire i temi del confronto; Massimo Marchino, referente di ACAT e Orviet'AMA, che ha parlato, a partire dalla sua esperienza medica, di quanto l'istituzione non possa dare tutte le risposte, specie di tipo psicologico, e di quanto sia dunque importante l'azione più informale e relazionale del volontariato; Stefano Rumori della UISP Orvieto, che oltre a sottolineare l'importanza di attuare progetti trasversali, come UISP da anni fa e tenta di fare, ha stigmatizzato i recenti fatti di Catania; Gianfranco Lamperini, del coordinamento regionale ANCeSCAO, che ha evidenziato l'importanza di essere soggetto politico e di avere una rappresentanza autonoma, ma politicamente riconosciuta, nei luoghi delle scelte istituzionali per portare avanti le esigenze sociali dei territori. Un passaggio di Lamperini ha riguardato anche i Ce.SVol provinciali, "che occorrerebbe riportare – ha detto - al loro ruolo originario, ossia quello di un supporto tecnico a servizio del terzo settore, e non di uno strumento politico che eroga contributi come, di fatto, è diventato".

Nel nuovo corso che il Forum Terzo Settore intende darsi, sia nel locale che nel nazionale – quello di aprirsi all'esterno, di uscire allo scoperto e di accreditarsi nei tavoli della concertazione – appare fondamentale, come ha sottolineato anche Ezio Barbieri nel suo intervento conclusivo, essere credibili e propositivi, dunque pensare a una seria formazione per essere in grado di interpretare e di governare i processi legislativi, a cominciare dalle varie finanziarie o dalla stessa Legge 266 del '91 – quella sul volontariato – che dopo vari anni avrebbe bisogno di essere rivisitata.

In questa ottica, altra problematica è quella della democrazia interna, la necessità di allargare la rappresentanza, così da farsi portavoce di istanze sempre più larghe e condivise. E, naturalmente – anche questo il senso dell'incontro di sabato 3 febbraio – c'è bisogno di crescere, di essere, all'interno del Forum, di più: per darsi forza e idee a vicenda, per accogliere ed esprimere nuovi bisogni e, non ultimo, per creare imprenditoria sociale e dare risposte alla disoccupazione dei soggetti più deboli e svantaggiati.

Nota

Le associazioni possono aderire a Forum Terzo Settore riconoscendo come proprie le finalità del patto associativo.
Tra gli obiettivi:

- Costituire un riferimento permanente per tutti i gruppi e i movimenti associativi, come occasione di confronto, di crescita culturale, di formazione permanente;
- Essere una sede dove approfondire le scelte di politica sociale, civile ed economica elaborate a livello locale, regionale e nazionale per sperimentare e proporre modalità di intervento capaci di promuovere innovazione e sviluppo sociale;
- Radicarsi nel territorio promuovendo e sviluppando le varie forme di cittadinanza attiva e solidale;
- Elaborare una strategia comune nei confronti delle Istituzioni locali: Comuni, Provincia e Regione.

Per informazioni e contatti
www.forumterzosettoreorvietano.it
Tel. 0763 306411
infosociale@libero.it


IL QUADRIFOGLIO Società Cooperativa Sociale ONLUS - P.I:00474900552 - Via Angelo Costanzi, 53 Orvieto (TR)

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