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Il primo gruppo appartamento del C.S.M.di Orvieto

lunedì 8 ottore 2007 di Giuseppe Cantarini

10 ottobre 2006: dopo una gestazione di 3 anni nasce il primo gruppo appartamento del CSM di Orvieto.
Un atto di pura incoscienza, se consideriamo che le risorse umane a disposizione sono le stesse di 25 anni fa ed un impegno così delicato si è aggiunto alle tante altre attività in cui si articola il CSM.
Un atto dovuto, di pura coerenza, se vogliamo rispettare i bisogni di una certa tipologia di pazienti: quelli che sono sufficientemente autonomi, ma non hanno un luogo dove risiedere o una famiglia che li possa ospitare e che hanno storicamente superato, più o meno positivamente l’ esperienza di strutture residenziali a più alta protezione, come unità di convivenza o comunità terapeutiche.
Il gruppo appartamento è stato fortemente voluto dagli operatori del CSM di Orvieto dopo un tentativo sfumato nel 2003 a causa di lungaggini burocratiche; “rimboccate le maniche”, con il sostegno e l’ aiuto del Direttore del Distretto di Orvieto, Dr. Mario Sargenti e di alcuni operatori della Coop. Sociale Il Quadrifoglio, siamo riusciti ad individuare un appartamento ammobiliato di ca. 120 metri quadrati a Sferracavallo ad un ottimo prezzo di affitto, abbiamo ricevuto la delibera di autorizzazione regionale (N° 6354 del 7.7.2006) alla realizzazione della struttura (ai sensi del comma 7 dell’ art.2 del Regolamento Regionale N° 2 del 25.2.2000 e vista la deliberazione del Consiglio regionale N° 372 del 7 luglio 1997), abbiamo ottenute le dichiarazioni varie di conformità (previste dal D.P.R. 14.1.1997) dal Dipartimento d’ Igiene e Prevenzione relativamente ai requisiti strutturali (L. 46/90 e D. L.vo 626/94) ed organizzativi; abbiamo poi acquisito l’ autorizzazione del Comune di Orvieto (N° 31257 del 12.9.2006); a questo punto è stato firmato il contratto d’ affitto tra ASL ed il proprietario dell’ appartamento, con incarico al sottoscritto di Direttore Sanitario della struttura, come richiesto dal R.R. N° 2 del 25.2.2000.
Tutto questo esposto sinteticamente, risparmiando a chi legge la fatica di ulteriori citazioni di regolamenti e leggine varie implicate nell’ iter burocratico-amministrativo che ha portato alla realizzazione della struttura.
L’ ultima simpatica fatica è stata dare una nome al gruppo-appartamento; non un semplice vezzo, bensì una necessità burocratica del Comune di Orvieto per far assumere la residenza nella struttura ai pazienti.
Dopo accurate e profondissime riflessioni tra operatori e utenti, alla fine abbiamo deciso: “LA TAVOLA ROTONDA”, perché rotondo è il tavolo dove ci incontriamo e ci scontriamo, dove viviamo i nostri momenti conviviali e poi perché…. la nostra impresa è anche un po’ mitica!?....che fatica la burocrazia!
Ma ne è valsa la pena!
Lo dico non solo perché si è offerta una possibilità di deistituzionalizzazione e cittadinanza ad alcuni utenti, ma anche perché a distanza di un anno ci stiamo accorgendo che questa tipologia di struttura offre ai tecnici un’ ulteriore possibilità di esperienza professionale, di approfondimento delle dinamiche individuali e gruppali del paziente, ma anche delle dinamiche sociali e culturali che circondano il gruppo-appartamento, delle reazioni del contesto condominiale e comunitario che si muove attorno ad esso.
Intanto abbiamo imparato che non ne sappiamo mai abbastanza dei nostri assistiti, anche se li conosciamo da anni; abbiamo verificato che il contesto sociale, la gente di Sferracavallo, i vicini di casa possono avere dei pregiudizi sui pazienti, ma che la tolleranza nei loro confronti è buona e nessun “compaesano” ha manifestato forme rigide di intolleranza, nonostante le occasioni nelle fasi iniziali dell’ apertura non siano mancate.
Il Gruppo Appartamento è situato in una zona ben servita dai sevizi pubblici, al primo piano di un condominio, prossimo a centri di aggregazione e socializzazione come negozi, bar, giardini, un centro sociale; è composto da 5 vani più doppi servizi e consente l’ ospitalità di cinque utenti di cui uno in camera singola.
L’ esperienza è stata avviata con tre utenti dei quali uno proveniente da una unità di convivenza, uno da una comunità terapeutica di tipo 2 ed uno dal territorio; quest’ ultimo è stato trasferito dopo 7 mesi in una comunità terapeutica di tipo 1 perché si è dimostrato non abbastanza autosufficiente, e a breve sarà sostituito da una donna di 43 anni proveniente anch’ essa da una comunità tipo 2, realizzandosi così un gruppo appartamento misto.
Si richiede agli ospiti il rispetto di un regolamento interno firmato all’ ingresso e fondato, di massima, su regole di comuni principi di civile convivenza; si richiede altresì l’ autonomia nella gestione quotidiana dell’ appartamento in riferimento a: igiene personale, pulizia dei locali, preparazione dei pasti, preservazione e cura dei mobili, dei quali una certa parte (un armadio, un televisore, un videoregistratore, sedie, tavoli ecc) sono stati acquistati con un fondo messo a disposizione del Comune di Orvieto, tramite interessamento dell’ assessore ai servizi socio-sanitari, Cecilia Stopponi.
Il gruppo appartamento afferisce direttamente alle competenze del CSM e del DSM con il contributo sia gestionale sia progettuale di 4 operatori e un referente della Coop. Il Quadrifoglio che, con la formula dell’ assistenza domiciliare, svolgono attività di sostegno, advocacy, controllo e verifica delle dinamiche individuali e di gruppo.
I 4 operatori della cooperativa, alcuni con consolidata esperienza al lavoro in strutture residenziali, svolgono anche un importante ruolo di raccordo tra gli ospiti ed il servizio tramite una riunione allargata che si svolge una volta a settimana con il sottoscritto, prima presso la sede CSM tra operatori, più tardi nella stessa mattinata al Gruppo appartamento con i pazienti.
Alla riunione partecipa anche l’ assistente sociale del servizio, Sig.ra Antonietta Ricci Scricciolo, che ha il compito di accogliere ed annotare le necessità degli utenti e della struttura, di verificare il buon andamento dell’ amministrazione economica e di svolgere le pratiche amministrative relative all’ orario di assistenza, concordato in 4-8 ore giornaliere a seconda del numero degli ospiti e delle problematiche cliniche contingenti.
Il gruppo integrato operatori CSM-operatori Coop. Il Quadrifoglio lavora in buona armonia e con molta attenzione ai vari bisogni degli ospiti, avendo cura di rispettare i principi fondamentali e tradizionali della psichiatria di comunità: continuità terapeutico-assistenziale, difesa della diversità, difesa del diritto alla cittadinanza, integrazione sociale e, se possibile lavorativa, presa in carico globale, ma lasciando tempo e spazio ai bisogni individuali.
Un aspetto da curare da parte degli operatori è anche quello di lavorare contro i pre-giudizi e le paure che riguardano gli ospiti, in particolare quello della pericolosità; i pre-giudizi da parte del vicinato possono complicare moltissimo il buon andamento del gruppo-appartamento, coinvolgendo sia gli ospiti che gli operatori, vanificando l’ immagine che cerchiamo di proporre alla gente: quella di cittadini tra i cittadini, di persone tra le persone, di una casa tra le case.


IL QUADRIFOGLIO Società Cooperativa Sociale ONLUS - P.I:00474900552 - Via Angelo Costanzi, 53 Orvieto (TR)

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