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Comunità l'Airone
Referente: dott.ssa Fabiola Mocetti; Sede: Orvieto Scalo, località San Giorgio 7; Telefono: 0763 393093
La comunità terapeutica si pone quale alternativa alle “istituzioni totali”, attraverso un processo di liberazione ed inclusione sociale, basato sul diritto alla salute e alla cittadinanza di tutti gli individui. La finalità dell’intervento comunitario è rivolta al recupero delle potenzialità psicofisiche, relazionali e sociali dell’individuo affetto da grave patologia psichiatrica, per un miglioramento della qualità della propria vita e per il raggiungimento di livelli di autonomia più funzionali al processo di reintegrazione sociale. La comunità costituisce parte integrante della rete complessiva di risorse e servizi afferenti ai Dipartimenti di Salute Mentale ed è chiamata a svolgere una funzione centrale di supporto ed integrazione ai programmi terapeutici individuali predisposti dai Centri di Salute Mentale del territorio.
MODALITÀ DI GESTIONE: La Comunità “L’Airone” è una struttura della Cooperativa Sociale Il Quadrifoglio autorizzata al funzionamento dalla Regione Umbria, convenzionata con la ASL n. 4 di Terni e gestita dalla Cooperativa stessa. La Comunità "L'Airone" ha l'Accreditamento Istituzionale secondo il D.D. n. 9816 del 26/10/2007.
A
NNO DI ATTIVAZIONE: 2001
DESTINATARI: La Comunità può accogliere fino ad un massimo di dieci utenti maggiorenni di entrambi i sessi affetti da grave patologia psichiatrica, con storia recente di malattia, con necessità di trattamenti intensi ed articolati da svolgersi al di fuori dell’abituale contesto di vita, per un periodo di tempo definito ma rivalutabile in corso di trattamento.
ORARI: La Comunità è aperta 24 ore su 24 per tutti i giorni dell’anno.
EQUIPE DI LAVORO: L’organizzazione interna della comunità prevede una dotazione organica comprendente:
• una psicologa/psicoterapeuta responsabile di struttura con funzioni di coordinamento organizzativo e gestionale;
• un medico psichiatra responsabile dell’attività sanitaria;
• una psicologa/psicoterapeuta con competenze cliniche per la conduzione di terapie individuali e di gruppo;
• un’assistente sociale;
• un infermiere collaboratore;
• nove operatori della riabilitazione psicosociale che si turnano nell’arco delle 24 ore
• un’esperta di laboratori artigiani
• un’operatrice ausiliaria.
RIUNIONI: • una riunione settimanale di tipo organizzativo (utenti e operatore referente)
• una riunione quindicinale di supervisione e discussione casi (tutta l’équipe)
• un incontro ogni due mesi di formazione, aggiornamento e approfondimento bibliografico (tutta l’équipe)
• una riunione plenaria quindicinale di discussione e confronto (tutta l’équipe e gli utenti)
CONSOLIDAMENTO DELLA RETE DI RAPPORTI CON IL TERRITORIO: La costruzione ed il mantenimento di una rete di collaborazione ed integrazione con tutte le realtà territoriali che possono assumere una funzione di raccordo tra il percorso terapeutico riabilitativo ed il reinserimento sociale degli utenti è senza dubbio indispensabile per favorire il loro processo di recupero e reintegrazione nel contesto. Perseguendo questo obiettivo, nel 2005 la Comunità ha partecipato attivamente a: Torneo Nazionale delle Polisportive d’integrazione sociale organizzato dalla ASL di Napoli; Seconda edizione del Torneo della Polisportiva Tartaruga XYZ nel 2005; Rappresentazione Teatrale “Viaggiare senza binari”
organizzata dal Ce.S.Vol., dal Laboratorio Teatro Orvieto e dalla Coop. Soc. Il Quadrifoglio; Presentazione del libro di poesie di Giancarlo Giuliacci; Manifestazione per il Ventennale della Coop. Soc. Il Quadrifoglio; Iniziativa promossa dai Gruppi di Auto Mutuo Aiuto di Orvieto; Mercatino di Natale presso il Palazzo dei Sette di Orvieto. In questi ultimi tre eventi la Comunità è stata presente anche attraverso l’esposizione e la vendita degli oggetti artigianali prodotti nei propri laboratori.
ATTIVITÀ LABORATORIALI INTERNE O ESTERNE ALLA STRUTTURA: Il concetto di attività si lega quasi in maniera automatica alla dimensione del “fare”, dell’operatività, ma il valore riabilitativo delle varie iniziative proposte ed effettuate rischia di risultare vano se non viene collocato all’interno di un contesto specifico, la cui cornice significativa è rappresentata dall’ambiente comunitario in cui si sviluppa l’insieme delle relazioni tra operatori ed utenti. In comunità esistono quindi attività comuni a tutti ed attività specifiche diverse per ciascuno. Le attività riabilitative comuni sono ovviamente quelle relative al recupero delle abilità di base della persona: la cura e l’igiene personale, la capacità di aver cura dell’ambiente in cui si vive, ma anche la frequentazione regolare di palestra, piscina, bar, ristoranti, cinema. Sono stati poi condotti laboratori interni di falegnameria, pittura (murales) e cucina. Tra le attività riabilitative svolte all’interno della struttura, quella che maggiormente ha riscosso successi è stata e continua ad essere quella relativa alla lavorazione del cuoio. Il laboratorio, attivato a Giugno del 2003 sotto la guida di una artigiana esperta di Orvieto, è stato portato avanti gradualmente, rispettando i tempi di concentrazione degli utenti e la loro motivazione a creare qualcosa di utile e bello per sé o per qualcuno dei propri familiari. Nel tempo è stato possibile pubblicizzare e vendere alcuni prodotti nell’ambito di mercatini e mostre presenti in varie occasioni sul territorio del comprensorio orvietano. Alla fine del 2005 è
stato attivato un punto espositivo permanente presso la Torre del Moro ad Orvieto. L’intento, oltre al reperimento di fondi da reinvestire per l’acquisto delle materie prime, è quello di portare sul territorio, fuori dalla comunità, la realtà del disagio psichico e delle possibilità concrete di integrazione e recupero sociale.
Altra attività importante che ha continuato a scandire i tempi in comunità, è sicuramente quella legata allo sport. La Polisportiva “Tartaruga XYZ”, costituita nel 2003 ed aderente all’ANPIS, Associazione Nazionale delle Polisportive d’Integrazione Sociale, ha organizzato nel 2005 la seconda edizione del torneo di calcetto e pallavolo (nel tempo le mensole in sala da pranzo si sono riempite di coppe e trofei); alcuni dei ragazzi che, per motivi diversi non giocano, partecipano comunque come spettatori o tifosi. La nostra comunità ha ospitato squadre esterne ed è stata a sua volta ospitata da altre realtà, incrementando così occasioni di scambio e confronto. Nell’ambito delle attività esterne alla comunità è importante segnalare l’esperienza di un laboratorio di teatro integrato. A Settembre 2004 ci è stato proposto di entrare a far parte di un progetto che vede coinvolti sul palcoscenico attori del Laboratorio Teatro Orvieto ed utenti con
diversi livelli di disabilità, fisica e psichica. Questo progetto era già stato attivato l’anno precedente, ma allora nessuno dei nostri ospiti si era sentito pronto ad affrontare un’esperienza così forte: attraverso la dinamicità corporea infatti la persona può riscoprire il proprio corpo e riavvicinarsi ad esso in modo meno conflittuale, così come l’aspetto relazionale nel gruppo diventa occasione di confronto, coesione e riconoscimento delle abilità di ciascuno. Quest’anno ci abbiamo riprovato e, anche se all’inizio è stato faticoso, una piccola parte degli utenti è riuscita a lasciare le gradinate degli spettatori e restare sul palco un tempo sufficiente per vincere la paura iniziale di esporsi ed entusiasmarsi abbastanza da voler continuare l’esperienza, fino alla preparazione e alla messa in scena di uno spettacolo vero e proprio.
COINVOLGIMENTO DELLE FAMIGLIE DEGLI UTENTI NEL PROGETTO TERAPEUTIRCO: La Comunità “L’Airone” considera il lavoro svolto con le famiglie degli utenti, una caratteristica peculiare del proprio intervento. La profonda convinzione che certe modalità relazionali incidono e rinforzano modelli disfunzionali di comportamento ci porta a leggere i sintomi psichiatrici come forme di reazione o di adattamento che possono essere comprese e modificate solo all’interno della conoscenza del contesto in cui si sono sviluppate. Per questo motivo, fin dal momento dell’inserimento in struttura, l’utente e la sua famiglia vengono coinvolti nella stesura del progetto, nella definizione degli obiettivi, nella pianificazione di interventi che coinvolgeranno, nei limiti del possibile, tutti i membri. Questo è un compito particolarmente complesso, considerando che quasi mai i bisogni esplicitati dalla famiglia corrispondono ad una effettiva disponibilità alla rimessa in discussione di certi comportamenti ed al cambiamento di certi equilibri (magari patologici ma pur sempre equilibri). Non solo, spesso le aspettative dei familiari non coincidono con i bisogni di cui l’utente si fa portavoce attraverso i suoi sintomi e diventa quindi delicato e difficile portare avanti un intervento che tenga conto di tante variabili contemporaneamente. L’obiettivo è comunque quello di promuovere, accanto al percorso comunitario dell’utente, un parallelo percorso di cambiamento per gli altri familiari. Ovviamente gli interventi sono diversi a seconda dell’età dell’utente, della sua storia, della presenza o meno di figure significative e dei rapporti pregressi con la sua famiglia. Con gli utenti che hanno ancora la famiglia d’origine o la propria famiglia nucleare sono stati effettuati incontri familiari regolari a cadenza mensile, condotti da due psicoterapeute con specializzazione sistemico-relazionale. Complessivamente possono considerarsi buoni i rapporti instaurati nel tempo con tutte le famiglie degli utenti presenti.
INSERIMENTI LAVORATIVI: Quello del lavoro è senza dubbio un punto cruciale nell’evoluzione di un progetto erapeutico riabilitativo. Troppo spesso la mancanza di risorse sul territorio inficia il percorso svolto, rimandando il momento delle dimissioni e colludendo con la tendenza dell’utente ad una regressione. Spesso come équipe ci siamo sentiti impotenti e frustrati di fronte a certe difficoltà, ma siamo consapevoli che si tratta di un problema di non facile soluzione, un problema che coinvolge una molteplicità di soggetti ed è determinato da condizioni economiche, ambientali, politiche, familiari e sociali. La buona collaborazione con il Centro per l’Impiego di Orvieto ci ha consentito comunque di attivare una work experience della durata di tre mesi per un utente ed una esperienza di lavoro stagionale per una utente.