Per garantire la tutela delle persone minorenni è necessario partire da una logica multifattoriale complessa dove l’individuo ed il suo contesto di appartenenza sono parti di un unico ecosistema, i cui sottosistemi interagiscono tra loro. È in questa cornice che va analizzato lo stato di pregiudizio in età evolutiva come quella condizione rappresentata non soltanto da situazioni di grave maltrattamento e abuso ma, più in generale, da tutte quelle situazioni connotate da un forte livello di trascuratezza e da una carenza della funzione basilare di tutela. E non solo, è necessario non sottovalutare bisogni emergenti più legati a situazioni e contesti di apparente “normalità”.

Tenendo presenti queste premesse il progetto potenzia ed arricchisce il sistema di tutela già in essere per i minori 0-18 della Zona sociale 12 rispetto ad alcuni servizi ed azioni di rilevante importanza.

Nello specifico le azioni sono orientate a rilevare tempestivamente situazioni di sofferenza e maltrattamento del minore, a prenderlo in carico se necessario da un punto di vista psicologico per aiutarlo nell’elaborazione della sua storia personale e familiare e per potenziarne le risorse, ad accoglierlo in luoghi neutri per rimanere in contatto con genitori momentaneamente non presenti nella quotidianità, ad agire sulle competenze genitoriali in una prospettiva di possibile recupero.

Obiettivi generali

  • -praticare una cultura della tutela del minore e del disagio minorile promuovendone il benessere psicofisico, potenziando l’autostima e la capacità progettuale;

  • favorire e accrescere le competenze affettive/educative delle famiglie sostenendo le responsabilità genitoriali nei doveri di cura, educazione, istruzione dei figli;

  • sostenere modalità di relazione non conflittuali e orientate alla risoluzione del problema;

  • promuovere processi di cambiamento nel minore e nelle famiglie;

  • prevenire l’allontanamento dei minori dal contesto famigliare di appartenenza.

Servizio di spazio protetto.

Lo spazio protetto e/o neutro è un luogo che tutela il minore nel suo diritto di visita al genitore e nel contempo verifica se ci sono i presupposti per l’assunzione delle responsabilità genitoriali e facilita e sostiene la relazione minori-genitori. La finalità principale è, quindi, rendere possibile e sostenere il mantenimento della relazione tra il minore e i suoi genitori a seguito di separazione, divorzio conflittuale, affido, violenza assistita e altre vicende di grave e profonda crisi familiare. Lo spazio protetto si propone come un contenitore qualificato alla gestione degli incontri tra minori e genitori: un luogo terzo, uno spazio e un tempo intermedi, lontani dal quotidiano. Un campo che non appartiene ad alcuno dei contendenti e che, a poco a poco, può appartenere un po’ a tutti.

Destinatari dell’intervento:

minori 0-18 anni della Zona Sociale 12 e i loro genitori che vivono in situazioni familiari di elevata conflittualità e problematicità anche nei casi in cui l’Autorità Giudiziaria ha disposto particolari misure di tutela e protezione, nonché minori vittime di violenza assistita. Gli utenti del servizio saranno indicati dal Servizio Sociale del Comune di Orvieto per i Comuni della Zona Sociale 12.

Figure professionali previste:

  • psicologi con formazione specifica nell’ambito delle relazione familiari che si occuperanno degli incontri nello Spazio Neutro;

  • educatori professionali che garantiranno l’attività di monitoraggio e follow up e la prosecuzione degli incontri protetti al di fuori dello Spazio Neutro;

Minori vittime di violenza assistita.

Per violenza assistita dai minori in ambito familiare si intende “il fare esperienza da parte del minore di qualsiasi forma di maltrattamento, compiuto attraverso atti di violenza fisica, verbale, psicologica, sessuale ed economica su figure di riferimento o su altre figure affettivamente significative adulte e minori. Il bambino può fare esperienza di tali atti direttamente (quando avvengono nel suo campo percettivo), indirettamente (quando il minore ne è a conoscenza), e/o percependone gli effetti acuti e cronici, fisici e psicologici”.

Nonostante la frequenza dei casi e la gravità dei danni (anche in termini di trasmissione intergenerazionale della violenza) l’esistenza e l’incidenza del fenomeno vengono ancora sottovalutati, e si stenta a riconoscere il problema e la necessità di protezione anche in situazioni particolarmente eclatanti.

A fronte di tale sottovalutazione anche da parte di figure che vengono a contatto stretto con il bambino (personale scolastico, personale sanitario, sociale etc..) si intende potenziare e rendere più efficace la rilevazione già assicurata dal servizio sociale esistente sulla Zona Sociale 12 con l’inserimento della figura professionale dello psicologo.

Destinatari dell’intervento:

minori nella Zona Sociale 12 provenienti da famiglie a rischio di marginalità con importanti difficoltà relazionali o minori vittime di violenza assistita.

Gli utenti del servizio saranno indicati dal Servizio Sociale del Comune di Orvieto per i Comuni della Zona Sociale 12.

Figure professionali previste:

  • psicologi;

  • educatori professionali;

Sostegno psicologico per minori e adolescenti.

Il maltrattamento verso i minori, quale che sia la sua connotazione, costituisce sempre un attacco confusivo e destabilizzante alla personalità in formazione del bambino e perciò provoca conseguenze anche gravi a breve, medio e lungo termine sul processo di crescita. La rilevazione dei comportamenti attivi e omissivi di maltrattamento è importante in quanto i traumi non rilevati, diagnosticati e curati, possono produrre disturbi psicopatologici e di devianza. Il danno cagionato ai minori è in genere tanto maggiore quanto più il maltrattamento resta sommerso, non individuato e pertanto non curato. Per questo è importante che la presa in carico anche di carattere terapeutico avvenga, nei casi in cui necessaria, quanto prima, per lavorare sul minore e sulla sua resilienza permettendogli di superare le difficoltà in modo costruttivo.

Tenendo presente tale premessa, una delle azioni da sostenere e potenziare nel nostro territorio è quella legata al sostegno psicologico. L’azione che si intende perseguire si concretizza in un ciclo di incontri a favore di minori che sono stati esposti a situazioni familiari ed ambientali stressanti o traumatiche e che necessitano di una presa in carico in funzione degli esiti di questa esposizione per rafforzare le loro risorse personali e indirettamente del contesto di provenienza.

Destinatari dell’intervento:

minori dai 3 ai 18 anni residenti nella Zona Sociale 12. Gli utenti del servizio saranno indicati dal Servizio Sociale del Comune di Orvieto per i Comuni della Zona Sociale 12.

Figure professionali previste:

  • psicologi/psicoterapeuti

Valutazione della recuperabilità delle competenze genitoriali e sostegno genitoriale.

La cosiddetta “valutazione della genitorialità” è una complessa attività di diagnosi, che deve tener conto di diversi parametri, maturata in un’area di ricerca multidisciplinare che valorizza i contributi della psicologia clinica e dello sviluppo, della neuropsichiatria infantile, della psicologia della famiglia, della psicologia sociale e giuridica e della psichiatria forense. Intesa in senso ampio riguarda due versanti, genitori e bambino, ed ovviamente la loro relazione.

Destinatari dell’intervento:

famiglie con minori residenti nella Zona Sociale 12 con riferimento a “tutte le forme di cattiva salute fisica e/o emozionale, abuso sessuale, trascuratezza, negligenza, sfruttamento commerciale o altro che comportano un pregiudizio reale o potenziale per la salute del bambino, per la sua sopravvivenza, per il suo sviluppo, o per la sua dignità nell’ambito di una relazione caratterizzata da responsabilità, fiducia o potere”. Gli utenti del servizio saranno indicati dal Servizio Sociale del Comune di Orvieto per i Comuni della Zona Sociale 12.

Figure professionali previste:

psicologo/psicoterapeuta con formazione nell’area delle relazioni familiari.